Progettare per le persone (e non la persona)

Progettare per le persone (e non la persona)

Immagina di essere su un treno affollato per pendolari, circondato dal rumore di sottofondo della mattina. Scorrendo lo smartphone, un video cattura la tua attenzione, ma hai dimenticato le cuffie a casa. Per fortuna, le immagini sono accompagnate da sottotitoli chiari che ti permettono di seguire l’intero discorso in silenzio. Oppure pensa all’ultima volta che hai dovuto cercare un’informazione urgente online: un sito web dal design pulito e intuitivo ti ha permesso di trovare ciò che cercavi in pochi istanti. Quelle accortezze non sono semplici comodità: i sottotitoli, che a te hanno salvato un viaggio in treno, sono uno strumento di comunicazione fondamentale per una persona sorda, così come un’interfaccia lineare è ciò che permette a una persona cieca di navigare in totale autonomia utilizzando un lettore di schermo. Quando una barriera cade, l’orizzonte si allarga per tutti.  Dopo aver riflettuto con Elena Pignatelli su come le parole e i comportamenti quotidiani possano fare spazio all’altro, facciamo un ulteriore passo avanti. Lasciamo la sfera delle relazioni interpersonali per entrare nel campo della progettazione degli spazi e dei servizi insieme a Rachele Paolucci, Coordinatrice Area Turismo Accessibile & MICE di AISM.

Oltre la rampa: la filosofia del Design for All

C’è un malinteso radicato quando si parla di accessibilità, ed è l’idea che essa coincida semplicemente con l’eliminazione delle barriere architettoniche tramite un’aggiunta dell’ultimo minuto. Rachele chiarisce subito questo punto: «Design for All significa progettare pensando fin dall’inizio alla diversità delle persone, invece che aggiungere soluzioni dopo».

Questo approccio non si propone di creare qualcosa di speciale per qualcuno, ma parte da una domanda tanto semplice quanto rivoluzionaria: «Chi potrebbe usare questo spazio, questo servizio o questa esperienza?». La risposta è il maggior numero possibile di persone, indipendentemente dall’età, dalle capacità fisiche, sensoriali o cognitive, o dalle condizioni temporanee in cui si trovano. Significa, in sintesi, «progettare bene fin dall’inizio, tenendo conto della diversità delle persone».

L’impatto a doppio filo: quando l’accessibilità è innovazione

L’Universal Design dimostra come il valore sociale e l’efficienza viaggino sullo stesso identico binario. Spesso si commette l’errore di pensare all’accessibilità come a un obbligo o a un costo, ma in realtà è una straordinaria leva di innovazione. «Le aziende che progettano prodotti e servizi pensando al maggior numero di persone possibile creano soluzioni migliori, raggiungono più clienti e sono più competitive» ci ricorda Paolucci, sottolineando come il Design for All non limiti la creatività, ma la renda «più intelligente».

Gli esempi pratici fanno già parte della nostra normalità. Le porte automatiche sono nate per migliorare l’accessibilità, ma oggi le usiamo tutti quando abbiamo le mani occupate. Una rampa serve a chi usa una carrozzina, ma agevola allo stesso modo chi ha una valigia o una temporanea difficoltà motoria. E ancora: una segnaletica chiara aiuta una persona con disabilità cognitiva, ma è altrettanto fondamentale per un turista straniero. Il messaggio di fondo è sempre lo stesso: «Quando progetti pensando a chi potrebbe avere più difficoltà, alla fine migliori l’esperienza di tutti».

Easy Go Out: l’autonomia nasce dalla conoscenza

Il turismo è il settore in cui questa rete di elementi emerge con maggiore evidenza. Una vacanza non è fatta solo di un hotel accessibile, ma della possibilità di prenotare facilmente, di trasporti, ristoranti e musei che funzionino in sinergia, perché «l’accessibilità non è un elemento isolato: è un’esperienza».

Proprio da questa consapevolezza prende forma Easy Go Out, il progetto che AISM porta avanti in collaborazione con AGN ENERGIA. In questa iniziativa non si costruiscono edifici, ma si costruisce conoscenza. Attraverso una mappatura rigorosa, si racconta l’accessibilità dei luoghi, partendo dal presupposto che «anche l’informazione è parte del Design for All». Una persona, infatti, può scegliere davvero in autonomia dove andare solo se dispone di informazioni affidabili, dettagliate e trasparenti.

Presenti insieme nel disegnare il futuro

Sia che si tratti di disegnare un edificio, di sviluppare un sito web o di strutturare un servizio turistico, la sfida che il Design for All ci lancia è sempre la stessa: stiamo progettando per una “persona media” astratta o stiamo tenendo conto della reale varietà delle persone? Scegliere la seconda via significa smettere di rincorrere i problemi e iniziare a immaginare soluzioni che, semplicemente, funzionano meglio per tutti.

La Città dell'Energia

La Città dell'Energia

La nostra Città 3D è organizzata in sette quartieri ispirati a uno stile di vita intelligente, grazie al perfetto connubio tra natura e tecnologia, tra ambiente e innovazione. Avventurati alla scoperta della nostra metropoli e scoprirai come i parchi urbani si alternano ai parchi fotovoltaici e come i palazzi urbani si integrano al panorama di mare e colline. Sarebbe bello vivere in una città così, non è vero? Non ci resta che portare un po’ di questa magia nella realtà dei posti in cui viviamo: diamoci da fare!