Se in questi giorni vi è capitato di scorrere le notizie, vi sarete accorti che le strade di tutto il mondo sembrano il set di un documentario piuttosto bizzarro. Cinghiali che puntano i gelati dei passanti, cacatua che si insegnano a vicenda come forzare i cassonetti e macachi che si godono sacchetti di patatine fritte. Non è fantasia, ma la realtà fotografata anche dalle ultime ricerche scientifiche: gli animali selvatici si stanno inurbando a un ritmo impressionante.
Basti pensare che in una città come Firenze sono state censite ben 72 specie diverse a zonzo per le strade, tra cui istrici, tassi e persino lupi. Spinti dai cambiamenti climatici e dalla costante riduzione dei loro habitat naturali, questi animali hanno scoperto che le nostre città offrono temperature più miti e cibo in abbondanza. Credevamo di aver versato asfalto e cemento per tenere la natura fuori dalla porta, ma la verità è che la natura ha semplicemente cambiato indirizzo.
Manuale di sopravvivenza condominiale
Come gestiamo questa convivenza improvvisa? In questo terzo appuntamento di Fuoripagina — la nostra rubrica di esplorazione letteraria in collaborazione con il Festivaletteratura di Mantova — peschiamo dagli scaffali dell’Ecobiblioteca due titoli perfetti per decifrare il fenomeno.
Il primo è Animali in città di Andrea Antinori e Bruno Cignini. Con un approccio illustrato, leggero e decisamente ironico, gli autori ci pongono di fronte a una verità ineluttabile: gli animali considerati “selvatici” sono i nostri nuovi vicini di pianerottolo. Falchi pellegrini che nidificano sui grattacieli (celebre quelli del Pirellone a Milano) o volpi che ispezionano i nostri cortili non sono più un’eccezione. Il libro è una guida per imparare a conoscere le loro abitudini, scoprendo che questi nuovi inquilini sanno adattarsi benissimo, ma lancia anche un allarme: la vita urbana sta spingendo queste specie a organizzarsi in vere e proprie “gang” e pagare un prezzo altissimo in termini di salute a causa del nostro cibo-spazzatura.
L’abbondanza dei nostri scarti, infatti, ha attivato un’evoluzione comportamentale impressionante: in tutto il mondo gli animali urbani stanno imparando a fare squadra per “scassinare” cassonetti o derubare i passanti, tramandandosi queste tecniche di generazione in generazione. Ma questa apparente cuccagna nasconde una trappola metabolica distruttiva. Nutrendosi di patatine fritte, merendine, bibite gassate e avanzi carichi di grassi e zuccheri raffinati, i selvatici stanno sviluppando malattie tipicamente umane — dai gravissimi disturbi intestinali all’obesità —, che unite allo stress della vita cittadina ne riducono drasticamente l’aspettativa di vita e i tassi di riproduzione. Insomma, la città li sta trasformando in bande di strada dipendenti dai nostri stessi vizi alimentari.
Non sono “cosa”, sono “chi”
Ma se Antinori e Cignini ci spiegano come vivono questi animali tra di noi, Carl Safina compie un passo ulteriore e ci porta a capire chi sono. In Al di là delle parole, l’autore ci trascina in un viaggio profondo e sconvolgente nell’intelligenza e nelle emozioni di lupi, elefanti e orche.
Safina distrugge definitivamente il pregiudizio secondo cui gli animali sarebbero macchine biologiche guidate solo dall’istinto. Provano gioia, vivono il lutto, formano legami sociali complessi e, soprattutto, pensano. Leggere questo libro dopo aver incrociato lo sguardo di un gabbiano o di una nutria cambia totalmente le carte in tavola. Ti rendi conto che dietro quegli occhi c’è una mente che sta valutando il mondo. Non stiamo guardando un fastidioso intruso, ma un coinquilino senziente.
Abitare un ecosistema condiviso
Trasformare i centri urbani in ecosistemi capaci di accogliere la vita nelle sue diverse forme, magari creando corridoi ecologici, è la grande sfida dei prossimi anni.
Fuoripagina serve anche a questo: smontare le nostre certezze e a farci trovare le parole giuste per immaginare un futuro diverso. Un futuro in cui impariamo a rispettare le distanze e a non trattare i selvatici come animali domestici (niente più scarti di cibo per strada!), garantendo un equilibrio vitale per tutti.
E voi, siete pronti ad allargare il concetto di “vicinato”? Qual è l’animale più insolito che avete incrociato nel vostro quartiere?
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