Sotto i nostri piedi: l'intelligenza invisibile che governa il mondo

Sotto i nostri piedi: l'intelligenza invisibile che governa il mondo

Pensateci la prossima volta che vi prendete cura del vostro pezzetto di verde, magari mentre spargete con cura del concime organico in pellet sotto la siepe di fotinia, o quando cercate di indovinare il momento perfetto per potare le rose rampicanti e i rami del melograno. Dall’alto della nostra statura, crediamo di essere noi a dettare le regole e a “gestire” la natura. Eppure, proprio sotto i nostri stivali, si nasconde una fitta trama di intelligenze molto più antiche, cooperative e sofisticate delle nostre.

Oggi, nella nostra Città dell’Energia, continua il viaggio della rubrica Fuoripagina dove sono ospitati alcuni titoli dell’Ecobiblioteca — il progetto curato dal Festivaletteratura di Mantova. In questa quarta puntata mettiamo a confronto due saggi che ci costringono a guardare in basso per imparare a vivere meglio.

Stefano Mancuso: una democrazia senza centro

A lungo abbiamo considerato le piante come l’arredamento passivo del nostro pianeta. In La Nazione delle Piante, Stefano Mancuso ribalta questa arroganza di specie e ci svela una verità affascinante: i vegetali sono i veri padroni della Terra. E lo sono perché hanno sviluppato un modello sociale incredibilmente superiore al nostro.

Mancuso immagina una vera e propria “Costituzione” scritta dalle piante. A differenza degli animali (umani compresi), che hanno organi vitali centralizzati e vulnerabili come cervello e cuore, le piante hanno un’intelligenza diffusa e decentralizzata. Se a una pianta tagli un ramo, lei sopravvive. Questa struttura a rete le rende maestre di resilienza. Non competono fino a distruggersi, ma sanno che la vera forza risiede nel mutuo soccorso e nell’adattamento condiviso.

Merlin Sheldrake: il vero “internet” è un fungo

Se le piante sono la nazione, i funghi sono le autostrade e i server che la tengono connessa. Ne L’ordine nascosto, Merlin Sheldrake ci porta in un mondo alieno che vive letteralmente sotto di noi. Dimenticate il porcino solitario nel bosco: la vera vita del fungo è il micelio, una rete vastissima di filamenti microscopici che si estende per chilometri nel sottosuolo.

Sheldrake ci descrive il “Wood Wide Web”, la rete attraverso cui funghi e radici collaborano. Gli alberi inviano zuccheri ai funghi, e i funghi in cambio forniscono minerali preziosi. Non solo: attraverso il micelio, le piante comunicano tra loro, avvisandosi a vicenda dell’arrivo di parassiti o trasferendo risorse agli alberi più giovani o malati. È un capolavoro di interconnessione: un’economia sotterranea dove nessuno si salva da solo e tutto è costantemente rimesso in circolo.

Imparare dalla terra per abitare il domani

Perché mettiamo a confronto questi due libri? Perché questa idea di decentralizzazione e di scambio continuo è esattamente il cuore della nostra visione qui nella Città dell’Energia. Quando parliamo di approccio ESG (Ambientale, Sociale, Culturale) intendiamo proprio un modo nuovo di fare comunità, creando un ecosistema che, come ci insegnano Mancuso e Sheldrake, si fonda su connessioni solide, sullo scambio di risorse e sul sostegno ai soggetti più fragili della rete. Esattamente come dovrebbe essere una città sostenibile e inclusiva. I funghi lo chiamano micelio, noi la chiamiamo partecipazione.

E voi, avevate mai pensato a quanta vita e quanta intelligenza si nascondono sotto un normale prato? Siete pronti a cambiare il vostro modo di guardare un bosco?

La Città dell'Energia

La Città dell'Energia

La nostra Città 3D è organizzata in sette quartieri ispirati a uno stile di vita intelligente, grazie al perfetto connubio tra natura e tecnologia, tra ambiente e innovazione. Avventurati alla scoperta della nostra metropoli e scoprirai come i parchi urbani si alternano ai parchi fotovoltaici e come i palazzi urbani si integrano al panorama di mare e colline. Sarebbe bello vivere in una città così, non è vero? Non ci resta che portare un po’ di questa magia nella realtà dei posti in cui viviamo: diamoci da fare!