Tutti (o quasi) ricordiamo il film cult del 1989 Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi. Quando i giovani protagonisti finiscono accidentalmente miniaturizzati nel giardino di casa, si ritrovano intrappolati in un incubo verde: formiche grandi come dinosauri, scorpioni implacabili e api gigantesche che incutono il terrore assoluto. La cultura pop (e ammettiamolo, anche il nostro istinto armato di ciabatta) ci ha spesso insegnato a guardare al mondo degli insetti come a una minaccia mostruosa. Un microcosmo ostile e strisciante da cui difenderci o, nel migliore dei casi, da ignorare.
Ma se per una volta provassimo a ribaltare la prospettiva? Il vero film dell’orrore, infatti, non è incontrare un’ape gigante nel prato. Il vero orrore è svegliarsi in un mondo in cui le api non ronzano più.
Ecco perché con la rubrica #Fuoripagina abbiamo pensato di viaggiare proprio nell’infinitamente piccolo. Grazie ai titoli tratti dall’Ecobiblioteca del Festivaletteratura di Mantova, mettiamo a confronto due modi complementari di guardare a queste creature: la paura di perderle e la meraviglia di scoprirle.
Hanna Harms: la distopia è servita
Cosa succede quando l’invisibile motore della natura smette di funzionare? L’illustratrice Hanna Harms risponde con Il mondo senza api, una graphic novel che sceglie la via del “pugno nello stomaco” visivo. Invece di inondarci di percentuali sugli alveari sempre più vuoti, Harms usa la potenza del disegno per raccontarci una distopia che, purtroppo, è già cronaca.
Il libro ci fa visualizzare l’assenza di questi insetti anche attraverso una scelta di colore tutt’altro che rassicurante. Le tavole ci ricordano che senza il lavoro degli impollinatori i nostri supermercati sarebbero mezzi vuoti e la nostra intera sicurezza alimentare crollerebbe. È una lettura che ci ricorda quanto il nostro stile di vita “umano”, apparentemente così solido, sia in realtà appeso a un fragilissimo battito d’ali.
Maurizio Casiraghi: cronache di intelligenze aliene
Ma #Fuoripagina non vuole offrire scenari apocalittici, quanto aiutarci a vedere l’altro lato della “pagina”. E per proteggere qualcosa, dobbiamo prima imparare a non esserne terrorizzati (esattamente il contrario di quello che provavano i ragazzi del film!). Qui entra in gioco lo zoologo Maurizio Casiraghi con il suo saggio Vite formidabili.
Se Harms ci fa temere l’assenza degli insetti, Casiraghi ci insegna a restare incantati dalla loro presenza. Abbandonando la nostra presunzione di specie superiore, l’autore ci accompagna in un safari microscopico in cui scopriamo che gli insetti non sono automi fastidiosi, ma creature con vite sociali incredibilmente complesse. Hanno strategie di sopravvivenza geniali e un’intelligenza adattiva che ha conquistato la Terra milioni di anni prima di noi. Leggere Casiraghi significa smettere di vedere “insetti” e iniziare a vedere “alieni formidabili” che vivono proprio accanto ai nostri piedi.
I giganti poggiano sulle formiche
Bernardo di Chartres nel XII secolo diceva che siamo nani sulle spalle dei giganti. In questo caso però possiamo pensare noi stessi e il nostro ecosistema come giganti sulle spalle di esseri molto più piccoli, come gli insetti. Nella Città dell’Energia siamo lieti di accoglierli (anzi, potete leggere qui cosa abbiamo realizzato con le api insieme a PlanBee link https://lacittadellenergia.com/progetti/save-the-bee/). E voi, che rapporto avete con il mondo a sei zampe? Dopo aver letto questi libri, continuereste a guardare una formica con lo stesso sguardo?
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