La mappa dell’accessibilità per sapere dove andare e come arrivarci (a modo tuo)

La mappa dell’accessibilità per sapere dove andare e come arrivarci (a modo tuo)

Quando pensiamo a un festival, la prima immagine che ci viene in mente è una mappa enorme, piegata e ripiegata mille volte, usata per correre da un evento all’altro. Ma cosa succede se il percorso più veloce è fatto di acciottolato sconnesso o se l’ingresso principale ha una gradinata?

Con Pensieri Inclusivi, continuiamo a esplorare come abbattere le barriere (fisiche e culturali) spostandoci al Festivaletteratura che aprirà a Mantova dal 9 al 13 settembre 2026. All’interno del più ampio progetto “VADO AL FESTIVAL!”, l’organizzazione fin dalla scorsa edizione ha introdotto una Mappa dell’Accessibilità ideata dall’Architetto Sebastiano Marconcini, esperto in progettazione inclusiva. Ne abbiamo parlato direttamente con lui per scoprire come si dovrebbe disegnare un grande evento cittadino a misura di tutti.

Oltre il “semaforo” dell’accessibilità

Quando si valuta l’accessibilità di un luogo, la tendenza comune è quella di usare un sistema a “semaforo”: verde per accessibile, giallo per parzialmente accessibile e rosso per inaccessibile. Ma Marconcini ci invita a ribaltare questa prospettiva, ricordandoci che l’accessibilità è profondamente soggettiva. Come ci spiega l’architetto, “ciò che non è accessibile, ad esempio, a chi è in sedia a rotelle in realtà può essere benissimo accessibile a una persona cieca che magari non ha difficoltà dal punto di vista motorio”.

Per questo motivo, la mappa di Mantova non dà giudizi definitivi, ma fornisce dettagli concreti, come la pendenza delle rampe, il tipo di pavimentazione o la larghezza degli ascensori. L’obiettivo, sottolinea Marconcini, è dare “informazioni oggettive su quelle che sono opportunità o carenze in modo che sia proprio l’utente finale a fare la valutazione se uno spazio sia fruibile o meno”. In questo modo, si restituisce alle persone il potere di scegliere cosa considerare accessibile in base alle proprie, specifiche, esigenze.

Non solo gradini: il diritto alla calma e l’Oasi Multisensoriale

Spesso cadiamo nell’errore di associare la disabilità esclusivamente alla sedia a rotelle. In realtà, l’inclusione abbraccia un panorama molto più ampio: “la disabilità è veramente un mondo variegato di situazioni, anche temporanee come quello di chi, ad esempio, è ingessato. Senza dimenticare che situazioni di difficoltà possono essere vissute da un panorama ancor più ampio di persone, dal genitore col passeggino a una persona anziana”.

Un esempio di questa visione trasversale è l’Oasi Multisensoriale (o Stanza di decompressione) allestita presso la Loggia del Grano in collaborazione con Casa del Sole Onlus e Pro Senectute Omni Senso. È un ambiente calmo progettato per persone autistiche, neurodivergenti o con disturbi della percezione, ma che si rivela un toccasana per chiunque. Come ricorda Marconcini, “in tantissimi in realtà abbiamo bisogno di momenti di calma dove ritroviamo un attimo il controllo degli stimoli sensoriali” , dimostrando come queste soluzioni non siano destinate a pochi, ma rappresentino “una soluzione migliorativa per tutti”.

Un Festival da vivere a 360 gradi

La cura per i dettagli in questa progettazione è millimetrica. I testi delle mappe sono stati calibrati con attenzione per garantire un linguaggio semplice e intuitivo, mentre persino le scelte grafiche sono frutto di uno studio accurato. Lo stesso uso dei colori è stato testato a fondo: “ad esempio impiegare il marrone come colore è stata proprio una scelta frutto di uno studio, sottoposta ad analisi con dei software per verificare il contrasto cromatico e quindi garantire una miglior consultabilità anche per chi ha un’ipovisione”.

Ma la mappa è solo un pezzo del puzzle. Per garantire una partecipazione reale, il Festivaletteratura ha attivato una rete di servizi fondamentali che accompagnano il visitatore a tutto tondo. È infatti presente un servizio di accompagnamento gratuito con personale specializzato gestito da Fondazione ANFFAS Mantova Onlus. Alcuni eventi in programma sono garantiti con l’interpretariato LIS e l’orientamento tra piazze e palazzi storici è facilitato dall’installazione di radiofari nei luoghi principali, supportato da una biglietteria dedicata per agevolare le prenotazioni.

Il futuro? Una mappa per tutti

L’architetto Marconcini ribalta il pregiudizio diffuso che vede la progettazione inclusiva come un onere: “l’accessibilità è una qualità dell’architettura, non è un problema tecnico da risolvere”.  Il vero traguardo della progettazione universale (Universal Design) non è creare percorsi “speciali”, ma percorsi unici.

L’obiettivo per le prossime edizioni del Festivaletteratura è proprio questo: fondere le informazioni. Marconcini anticipa che “stiamo lavorando per creare un’unica mappa che sia quindi unica per tutti gli utenti di modo che il tema dell’accessibilità non sia separato dal resto”. Perché una società inclusiva non ti chiede di cercare una strada diversa, ma rende la strada principale abbastanza larga, e accogliente, per tutti.

La Città dell'Energia

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La nostra Città 3D è organizzata in sette quartieri ispirati a uno stile di vita intelligente, grazie al perfetto connubio tra natura e tecnologia, tra ambiente e innovazione. Avventurati alla scoperta della nostra metropoli e scoprirai come i parchi urbani si alternano ai parchi fotovoltaici e come i palazzi urbani si integrano al panorama di mare e colline. Sarebbe bello vivere in una città così, non è vero? Non ci resta che portare un po’ di questa magia nella realtà dei posti in cui viviamo: diamoci da fare!