Contro la povertà energetica: l'energia come diritto
L’energia è il motore della nostra vita quotidiana. Alimenta le nostre case, ci permette di spostarci, lavorare e comunicare. Non è un lusso, ma un bene primario, essenziale per garantire uno standard di vita dignitoso. Tuttavia, l’accesso a un’energia sufficiente per rispondere alle necessità quotidiane non è scontato per tutti. Quando una famiglia non può soddisfare i propri bisogni energetici fondamentali – come riscaldare la casa in inverno, raffrescarla in estate, cucinare o avere un’illuminazione adeguata – si trova in una condizione di povertà energetica.
Questo fenomeno, spesso invisibile, va oltre la semplice difficoltà a pagare le bollette e rappresenta una vera e propria sfida sociale.
La povertà energetica: la misura di un problema sociale

Per comprendere a fondo la povertà energetica, al di là delle sue conseguenze visibili, è fondamentale saperla riconoscere e misurare. La sua valutazione è complessa e si basa su diversi indicatori. Da un lato, si analizza l’aspetto economico attraverso un approccio basato sulla spesa (Expenditure Approach), che considera in povertà energetica le famiglie a basso reddito costrette a destinare una quota sproporzionata delle entrate al pagamento delle bollette.
A questo si affianca un approccio basato su indicatori soggettivi (Consensual Approach), che si fonda invece sulla percezione e sull’esperienza diretta delle persone, come la dichiarata impossibilità di riscaldare adeguatamente la casa o l’accumularsi di ritardi nei pagamenti. Per avere un quadro completo e affidabile, osservatori come l’OIPE (Osservatorio Italiano sulla Povertà energetica) combinano spesso questi e altri indicatori, restituendo un’immagine precisa di un fenomeno complesso e in continua evoluzione.

Elevati consumi e povertà: le due facce della medaglia
Un sistema energetico inefficiente ha due conseguenze opposte ma collegate: alti consumi e povertà energetica. Da un lato, edifici con scarso isolamento termico, infissi danneggiati e impianti obsoleti causano consumi eccessivi, dispersione di energia e conseguenti costi crescenti. Dall’altro, sono proprio le famiglie a basso reddito che vivono in queste abitazioni a subire le ripercussioni più gravi, costrette a scegliere tra spese impossibili da sostenere e un ambiente domestico freddo, umido e insalubre. Promuovere l’efficienza energetica, in questo ambito, non è solo una scelta ambientale, ma uno strumento fondamentale di giustizia sociale.
Un’emergenza in crescita: i numeri in Italia
La povertà energetica è un’emergenza in forte peggioramento. Secondo gli ultimi dati OIPE disponibili (diffusi a dicembre 2024 e riferiti al 2023), le famiglie in questa condizione hanno raggiunto la cifra record di 2,36 milioni, pari al 9% del totale: è il valore più alto registrato dal 1997. Rispetto al 2022, si tratta di un drammatico aumento di 340 mila famiglie. Particolarmente allarmante è la crescita della cosiddetta povertà energetica “nascosta”, che riguarda chi, per impossibilità economica, rinuncia del tutto a riscaldarsi. Questi numeri evidenziano un’urgenza sociale non più rimandabile.
Conseguenze sulla vita quotidiana
Vivere in povertà energetica ha impatti diretti e tangibili sulla salute e sull’inclusione sociale. Ambienti freddi, umidi e con scarsa illuminazione possono causare o aggravare patologie respiratorie e cardiovascolari, oltre ad avere effetti negativi sul benessere mentale. Per i bambini e i ragazzi, le conseguenze si estendono al rendimento scolastico, poiché la mancanza di spazi adeguati per studiare e riposare ne compromette lo sviluppo. Questa condizione porta inoltre all’isolamento sociale: una casa fredda diventa un luogo in cui non si possono invitare amici, limitando le relazioni e la partecipazione alla vita della comunità.

Il nostro ruolo: dalla consapevolezza all’azione con #LATUAIDEAGREEN
Le sfide ecologiche e quelle sociali sono profondamente connesse.
Per questo AGN ENERGIA, all’interno della Città dell’Energia, ha scelto di dedicare il contest #LATUAIDEAGREEN al tema del consumo, del risparmio e della povertà energetica, in occasione delle Giornate FAI per le scuole, organizzate dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.
Attraverso questo progetto e il percorso didattico I Detective dell’Energia, gli studenti sono invitati a diventare protagonisti del cambiamento. Inoltre, votando l’opera artistica, hanno contribuito a mettere in luce un tema fondamentale per il nostro futuro.
Una sfida globale: l’energia nell’Agenda 2030

Affrontare la povertà energetica non è solo una priorità nazionale, ma una sfida globale riconosciuta dalle più alte istituzioni internazionali. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite identifica l’accesso all’energia come un diritto fondamentale e un abilitatore essenziale per il progresso umano. In particolare, l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 7 (SDG 7) punta ad “assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni”.
Garantire questo traguardo significa sbloccare il potenziale per raggiungere anche altri obiettivi cruciali: dalla salute (SDG 3) e istruzione di qualità (SDG 4) alla parità di genere (SDG 5) e alla crescita economica inclusiva (SDG 8). L’accessibilità all’energia è, a tutti gli effetti, il motore per uno sviluppo equo e sostenibile a livello mondiale. Ma come si traduce questo impegno globale in azioni concrete? La lotta alla povertà energetica richiede un approccio integrato. Da un lato, sono necessari interventi strutturali: migliorare l’efficienza degli edifici e valorizzare configurazioni inclusive come le comunità energetiche rinnovabili.


Dall’altro, è importante innovare le tecnologie e promuovere un mix energetico diversificato, dove le fonti rinnovabili si affiancano a soluzioni efficienti e accessibili per garantire stabilità e sicurezza. Tuttavia, ogni grande cambiamento tecnologico e sociale ha un punto di partenza imprescindibile: la consapevolezza. Comprendere le cause del problema, riconoscerne le conseguenze sulla vita delle persone e immaginare un futuro diverso è il primo, fondamentale, passo per diventare protagonisti della transizione. Ed è proprio da qui che ha inizio il nostro progetto: stimolare una riflessione, dare voce a un’idea e trasformarla in un simbolo di cambiamento per tutti.