Dalla nostra Città si sente il rumore del mare. Per dirla parafrasando Ivano Fossati, il mare è una presenza costante, un respiro di sottofondo anche nella nostra piattaforma virtuale. Ma oggi, più che un rumore o una melodia, quello che arriva dalle nostre coste è spesso un grido di allarme soffocato dalla plastica. E noi abbiamo deciso di non restare sordi a questo richiamo.
Non basta guardare la superficie
Spesso ci fermiamo all’apparenza: un porto turistico al tramonto, i riflessi sull’acqua, la cartolina perfetta. Ma la vera battaglia per la sostenibilità si combatte dove l’occhio distratto non arriva. È qui che entra in gioco la nostra adesione alla Water Defenders Alliance, l’alleanza nata con LifeGate che unisce porti, aziende, istituzioni, mondo dell’innovazione, della ricerca e cittadini. Non è solo un progetto di pulizia, ma l’applicazione concreta dell’Obiettivo 17 dell’Agenda ONU: creare partnership efficaci. Perché davanti a un problema come quello dell’inquinamento marino, l’azione del singolo è una goccia, ma l’azione condivisa può diventare un’onda di cambiamento.
Un polmone tecnologico in acqua
Per rispondere all’SOS del Mediterraneo, abbiamo scelto di affidarci alla tecnologia dei Seabin. Dimenticate l’idea del semplice retino anche se a prima vista può ricordarlo: si tratta di un dispositivo ideato per filtrare 25.000 litri d’acqua all’ora, lavorando 24 ore su 24.
Mentre la città dorme o si muove, il Seabin è attivo. Cattura bottiglie e altri rifiuti di plastica, certo, ma il suo vero nemico è invisibile. Il 40% di ciò che finisce nelle sue maglie è costituito da frammenti di fibre e microplastiche fino a 2 mm di diametro. Sono frammenti insidiosi che, senza questo filtro, rischierebbero di essere mangiati dai pesci e, di conseguenza, entrerebbero anche nella nostra catena alimentare. Difendere la vita sott’acqua, come ricorda l’SDG 14 delle Nazione Unite, significa intercettare il problema prima che diventi irrisolvibile.
Oltre 600 kg di raccolta: i numeri nel dettaglio
Nel periodo che va dal giugno 2022 alla fine del 2025, i Seabin sostenuti dalla Città dell’Energia grazie al contributo di AGN ENERGIA, hanno sottratto al mare un totale di circa 653 kg di rifiuti galleggianti.
Un semplice numero non dice tanto, ma proviamo a visualizzarlo: equivale ad aver tolto dall’acqua oltre 43.544 bottigliette di plastica da mezzo litro .
Questo impegno si è distribuito nel tempo e nello spazio, toccando tre porti simbolo:
Tropea: dalla prima installazione, operativa tra giugno 2022 e maggio 2023, sono stati rimossi oltre 230 kg di rifiuti, equivalenti a 15.340 bottigliette.
Pisa: il presidio nel Porto Turistico ha concluso il suo ciclo operativo a fine 2024 con un risultato eccezionale cioè 266 kg rimossi, pari a 17.737 bottigliette sottratte al mare.
La Spezia: nel 2025 il testimone è passato al Porto di La Spezia. Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 il dispositivo collocato presso Assonautica ha raccolto circa 157 kg di rifiuti, pari al peso di circa 10.467 bottigliette. Un numero che ci permette di raccontare un altro aspetto importante di questa vicenda.
Quando la tecnologia si ferma, arrivano le persone
C’è però un aspetto di questa storia che i dati non raccontano, ed è la resilienza.
L’ultimo anno ci ha insegnato che la natura può essere imprevedibile. Le forti mareggiate estive hanno messo a dura prova le nostre tecnologie; in alcuni momenti, la forza delle onde ha reso impossibile l’uso dei Seabin.
È stato in quel momento di “silenzio tecnologico” che si è sentito forte il rumore dell’impegno umano.
Lo staff dei porti, i veri “custodi” del progetto, non si è fermato. Dove il dispositivo non poteva arrivare, sono arrivate le mani degli operatori che, in accordo con la Water Defenders Alliance, hanno proseguito con la raccolta manuale. È proprio questo lo spirito che anima la Città dell’Energia: l’innovazione ci offre strumenti sempre più potenti, ma è la costanza dei “cittadini”a fare la vera differenza.
Un bene di tutti
Il mare inizia dai tombini delle nostre strade e finisce oltre l’orizzonte dove l’occhio non arriva. Ogni gesto conta ecco perché la Water Defenders Alliance parla a tutti.
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